IL LIBRO per le persone comuni che vogliono ottenere risultati straordinari

L'amore non basta - Sergio Simoncelli -The CAREGIVER

 

In questo articolo si parla di “prendersi cura delle persone”.

Non è rilevante se quella persona è un caro, un paziente, un amico o se stessi.  Qualunque sia il destinatario delle nostre cure, esiste un minimo comune denominatore che connette trasversalmente qualsiasi contesto.

Una sorta di spina dorsale attorno alla quale si sviluppano muscoli, tendini, vasi e pelle… quelli si, in una modalità legata al contesto.

Per cui, prenditi qualche minuto e seguimi in queste poche, ma fondamentali riflessioni.  Al termine della lettura sarai nelle condizioni di capire se e per quale motivo decidere di leggere questo libro.

Qualche numero interessante…

  • 390.000…        le nuove diagnosi di cancro “ogni anno solo in Italia”

Hai letto bene!!!  Ogni giorno, nella nostra nazione, vengono diagnosticati quasi 1100 nuovi casi di cancro… che si vanno ad aggiungere ai già malati…   Se consideri che per ogni paziente oncologico esiste almeno un caregiver (quello primario) che finisce in burnout e si ritrova a ricostruire la propria vita, stiamo parlando almeno di 780 mila persone che ogni anno avrebbero la possibilità di gestire la propria realtà in modo molto più efficace ed efficiente… evitandosi (ed evitando pure ad altri) sofferenze superflue, e migliorando enormemente la propria qualità di vita e quella altrui…  “SE SOLO SAPESSERO COSA E COME FARE VERAMENTE!”

 

  • + del 50%…        le vite che potrebbero essere risparmiate dalla falce del cancro, agendo sul proprio stile di vita..!

Non si tratta di “dritte” assimilabili alla scoperta dell’acqua calda, ma indicazioni concrete che (volendo) possono incidere in modo molto significativo su prognosi e qualità di vita in caso di malattia, ma soprattutto in termini di prevenzione e gestione della propria salute “prima” che la malattia si presenti.  Una corretta interpretazione delle informazioni, e delle strategie di “cura di se”, passano attraverso un indispensabile incremento del proprio livello di consapevolezza… senza il quale, si sceglie di essere poco più che foglie trasportate dal vento.  Più basso è il proprio livello di consapevolezza, minore è il grado di libertà che si ha disposizione, e più si è prede della capacità persuasiva di marketing di sciacalli e fuffari.

 

  • tra il 60 e il 70%…        la percentuale di persone che mosse da “amore e crederci forte forte” si schianta contro il muro di una realtà che non comprende pienamente!

Il tutto, come se non bastasse, con risultati disastrosi o controproducenti delle proprie cure portate a chi ne ha bisogno.  Questo è stato il contenuto del primo report dell’istituto superiore della sanità ad avermi colpito profondamente.  Quante persone che si fanno e fanno del male mosse da lodevoli intenzioni… Proprio perchè profondamente convinto del “buon Cuore” che anima questi individui, ho deciso di andare a fondo sulla questione.  Più di qualcosa non quadra in uno scenario dove l’Amore non basta!  E’ evidente.

 

Le persone comuni NON sono oncologi o medici…

E’ vero!!!  E non si può pretendere che tutti lo possano essere.  Ma questo non è una sorta di “differenziazione sociale che autorizza i camici bianchi a snobbare o trattare con sufficienza le persone comuni”…  Come non è neppure un alibi pregiudizioso (e un po’ arrogante!) per le persone comuni che si sentono autorizzate a pretendere che un medico specialista debba fungere anche da psicologo o da “pseudo genitore”, oltre a doversi ritrovare le spalle sovraccaricate di un poco velato obbligo di “infallibilità divina”!   L’empatia è una dote senza dubbio molto importante e gradita, ma proprio per questo qualcuno dovrebbe provare ad indossare i panni di chi “in mezzo a quel tipo di problemi ci vive per professione ogni santo giorno per molte ore”!!!   Si tratta di qualcosa con cui fare l’abitudine fino in fondo è sempre impossibile, e pretendere che un medico sia sempre disposto a capire i famigliari di un paziente, quando proprio questi sono i primi a non farlo nei suoi confronti, è senza dubbio qualcosa su cui “si può fare molto” e va fatto!

Il libro L’AMORE NON BASTA -The caregiver- offre proprio ciò che serve non solo a “risolvere” questi problemi di comunicazione, ma soprattutto “strumenti” che trovano il loro impiego proprio in chi, spinto da Amore, vuole contribuire al benessere della persona a cui presta le sue cure!

C’è moltissimo che ognuno di noi può sviluppare come competenza o capacità.  E c’è moltissimo che si può ottenere “giocando in squadra” nella partita con le tremende malattie degenerative… di cui il cancro rappresenta solo una parte.  Nel mio libro rappresenta il contesto che, per esperienza personale, è stato preso in considerazione per estrarne le possibili lezioni, che tuttavia trascendono “questa malattia specifica” e rivelano la propria utilità in modo molto più ampio.

Il libro “parte” dal racconto della storia clinica vissuta per molti anni da mio padre (e da me come caregiver primario), per poi aprire le porte ad una spiegazione “semplificata, ma non banale” di cosa siano il cancro e il caregiver.  Alla luce di questa “rinnovata consapevolezza”, si pass poi al come agire per trarre il meglio da cio’ che si ha a disposizione… ed eventualmente “ampliare” la propria cassetta degli attrezzi, imparando e sviluppando nuove importanti capacità assistenziali.

Il risultato?  Una maggiore efficacia ed efficienza sia per la persona che si assiste, sia per chi riveste i panni del caregiver.

E’ vero:  le persone comuni non sono ne medici ne oncologi… tuttavia, nell’ottica di un gioco di squadra dove questi specialisti sono gli attaccanti, oggi vengono riconosciuti anche molte altre figure con ruoli fondamentali nel team: biologi, preparatori atletici, nutrizionisti, specialisti della mente, etc…

Il caregiver, rappresenta sovente il ruolo del “playmaker”… questa sorta di figura conosciuta nel Basket per il suo ruolo di “mediatore”, in grado di incidere profondamente sull’efficienza del gioco creato in squadra!

Diventare la propria miglior versione di questo playmaker, si traduce in un contributo in grado di esaltare al massimo il proprio amore nei confronti di se stessi, del destinatario delle proprie cure, e anche della “salute” generale del team che si sta occupando di tirare fuori risultati di valore da una situazione difficile.

Si tratta quindi di “intelligenza” su vari piani, da quello emotivo a quello relazionale… da quello individuale a quello sociale.

 

Conclusioni

Quando mi ci sono mio malgrado ritrovato, ho cercato ovunque “una sorta di guida che mi permettesse di indirizzare al meglio il mio tempo e le mie energie”.  Ma non c’era.

Così mi sono messo a studiare a testa bassa cercando di capire “tutto quello che mi era possibile nelle tempistiche e con le risorse che avevo a disposizione”… e quella guida, ho voluto crearla.

Leggendo il libro non ne uscirai “con una laurea”, sia chiaro… ma avrai non solo esteso il tuo livello di consapevolezza, avrai trovato un sacco di spunti per capire meglio “in cosa tu puoi rivelarti utile nel gioco di squadra”… avrai capito come riconoscere, anticipare ed evitare alcuni errori grossolani, e dove dirottare concretamente le tue attenzioni e risorse per tradurre in risultati concreti le tue amorevoli intenzioni.

 

Mica bruscolini…

 

Sergio

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