A ridosso dei miei quasi 3 anni di KIZOMBA, eccomi alla testiera per un bilancio in osservazioni, riflessioni e chiarimenti rispetto al “mio personalissimo punto di vista”.
Chi non è disposto a dedicare tempo alla lettura, semplicemente si astenga dal farlo!
NON E’ UN OBBLIGO LEGGERE, e soprattutto capire! Alcuni feedback dell’ultimo post su Facebook rivelano una realtà piuttosto amara in tal senso… 😅
Questo articolo non ha alcun intento screditatorio e non ha nessuna pretesa di insegnare niente a nessuno! Solo, eventualmente, far riflettere (per chi ha voglia di farlo!) in quanto feedback molto franco e dettagliato di una persona che ha scoperto in questo ballo qualcosa di straordinario, e che non è disposta ne a rinunciarvi, ne a farsi rompere troppo le palle da chi lo interpreta in modo troppo distante non “dal suo”, ma da quel minimo sindacale di buonsenso che dovrebbe accompagnare ogni individuo normocefalo.
Se sei d’accordo con le premesse, procediamo! Sarà una lettura lunghina, ma alla fine, indipendentemente dall’essere in accordo con la mia visione o meno, il mio pensiero sarà oltremodo chiaro e trasparente.
Prima di addentrarci nell’argomento però, permettimi una significativa prefazione…
I ChengYu cinesi…
Che cosa sono questi ChengYu?? Cliccando sulla parola evidenziata ti si aprirà una pagina di wikipedia che te lo spiega nel dettaglio. Ciò che A ME preme, è che passi una delle caratteristiche fondamentali di queste scritture composte esclusivamente da 4 ideogrammi:
Chi li legge, riesce a parlarne in relazione “al proprio livello di cultura” sull’argomento.
C’è chi esaurisce tutto l’argomento con 7 parole, e chi ne può parlare o scrivere per ore!
Perchè mi ci sono riferito?
Semplicemente perchè la forma condensata del concetto che vado a sviscerare e su cui voglio stimolare riflessioni, sarebbe banalmente:
Quando vado a ballare PAGO per potermi divertire, e gradirei scegliere LIBERAMENTE con chi ballare, SENZA CHE MI SI ROMPANO LE PALLE “OGNI VOLTA”!
Versione ancora più condensata: “NON rompetemi le palle”.
Tollero, cerco di essere gentile, disponibile, generoso… ma quando puntualmente, nonostante ciò si attenta al mio buonumore o entusiasmo, e mi ritrovo a fine serata a dover tornare a casa bersagliato puntualmente da lamentele “per non aver fatto ballare qualcuna”, per quanto me lo si dica simpaticamente, alla 27ima volta la pesantezza è insostenibile!
Anche perchè non è tanto “il deficit matematico” di chi si lamenta (ballo da inizio a fine serata ininterrottamente quasi sempre, e non posso certo farle ballare tutte!), e nemmeno che mi si confonda per un taxidancer o un artista (anche perchè ho sempre dichiarato apertamente e inequivocabilmente COSA SONO in quell’ambiente!), è piuttosto la pretesa di dover essere SEMPRE E COMUNQUE UNA MIA PRIORITA’! Ad essere precisi: “che la loro esigenza/voglia di ballare con me”, DEBBA ESSERE UNA MIA PRIORITA’ o un MIO DOVERE! 🥶
Non è ne una ne l’altro! Ce ne si faccia una ragione.
Tornando e concludendo la questione CHENYU… mi sono reso conto che esistono INFINITI LIVELLI di rotture di palle, e forse qualcuna ambisce al titolo mondiale iridato!
Mi spiego direttamente… NON SI CAPISCE!
Mi spiego meglio evitando… NON SI CAPISCE!
Mi spiego dettagliatamente allontanandoMI… NON SI CAPISCE!
Mi faccio capire sfruttando l’intero range dello scibile comunicativo umano… e NON SI CAPISCE!
Infatti il punto non è che NON SI CAPISCE, è che non si da valore a ciò che viene detto! Non si riesce ad andare “oltre” il proprio bisogno e l’idea che a soddisfarlo debba farlo CHI DICONO LORO! 🥶
Ora, io non ho la pretesa che CHIUNQUE capisca le mie personali ragioni per cui frequento il mondo della Kizomba (e del ballo di coppia in generale), oppure che capisca la “complessità e la natura della mia vita quotidiana”, ma che venga garantito quel minimo sindacale di rispetto, SI!
Dalla versione BASE della mia risposta, a quella più ampia di un paio di post su Facebook, a quella ancora più dettagliata di un precedente articolo su questo blog, eccomi ALLA VERSIONE DEFINITIVA!
Se vi interessa capire cosa ci sia dietro alla mia presenza nell’ambiente KIZ, a seguire ne sviscererò tutti gli aspetti.
OVVIAMENTE, qualcuno non arriverà a varcare nemmeno le prossime 6 righe! Attaccherà con le solite “motivazioni” (come se avessi obbligato qualcuno a leggere!) per cui “é troppo da leggere”, e bla bla bla.
Basta che non mi rompiate le palle. IT’S EASY!
Non avete di meglio che “farvi una betoniera di cazzi miei” invece che ricercare in pista la soddisfazione?
Accomodatevi, ma ATTENZIONE:
Esistono dei limiti oltre i quali smetto di tollerare, accendo tutti i riflettori, e sgancio il freno a mano… rispondendo a TONO a chi mi rompe le palle, ma CON LA MIA MISURA.
Perchè frequento il mondo del ballo di coppia?
Questa prima domanda, se affrontata correttamente, conduce alla comprensione di un sacco di dinamiche che prendono forma e sostanza sulle piste da ballo.
Esiste una risposta UNIVOCA?
Semplicemente, NO.
Ognuno di noi ha i suoi moventi e, per quanto mi riguarda (a differenza di una fetta troppo corposa di altre persone) si è liberi di assecondarli ed appagarli ad una sola condizione:
“la condivisione onesta e chiara col proprio partner di ballo.”
Si è (quantomeno anagraficamente) adulti, e se due persone accettano di interagire reciprocamente in modo consenziente, fino al momento in cui non danneggiano la collettività, A ME STA BENE… indipendentemente dal motivo per cui si trovano a ballare.
Ciò che fa la differenza sul piano personale, NEL MIO CASO, non è di certo “ciò che fanno gli altri”, ma quello che faccio io.
Se non si ha un’idea chiara, è come se “da capitano della propria nave” si salpasse dal porto senza una destinazione!
Senza destinazione, non esiste una rotta.
Senza una rotta, è solo “un vagare in balia degli eventi, della situazione, del contesto”.
Quando IO frequento gli ambienti del ballo di coppia, “non vago”. So perfettamente ciò che voglio:
“condividere un divertimento in leggerezza, vivendo un’interazione armoniosa e all’insegna della reciprocità autentica”. (anche perchè, se manca questa, i connotati di quel “condividere” cambiano radicalmente!)
Il Vaso di Pandora scoperchiato con un post…
A seguito di un episodio disdicevole che mi ha coinvolto “come oggetto” per la seconda volta, ho deciso di scrivere un post su Facebook ed è esploso un mezzo putiferio.
Qualcuno ne ha ricavato delle risate (chi sarcastiche, chi più sincere); qualcuno l’ha interpretato come una sorta di attacco personale (a parte la diretta interessata, gli altri si possono rilassare e chiedersi eventualmente “cosa, di quelle parole”, li faccia sentire chiamati in causa…); qualcuno ci ha visto una sorta di “bandiera sventolata alla William Wallace” che ha dato il via a “vomitare fuori personali livori trattenuti da tempo” (A scanso di equivoci, io non sto cercando e non voglio guidare nessuna battaglia!!!); qualcuno ci ha visto un pretesto per contattarmi in privato ( facendo anche una discreta figura di merda tirando in ballo discorsi sul mio libro che non trovano riscontro pratico nella realtà, e su cui ho taciuto pur chiedendomi per quale cazzo di motivo si debbano raccontarmi palle su una questione del genere…!); qualcuno ha “trovato scritte le parole che non sapeva esprimere”; etc etc…
Qualcuno NON HA PROPRIO CAPITO UN CAZZO!!! 🥶 …e ha commentato “sentendosi allineata a qualcosa che io non mai ne detto ne tantomeno scritto”! 😅 ops
Ora, pur dichiarando apertamente da sempre che, “secondo me”, quel tipo di ambiente andrebbe interpretato con leggerezza e “profondità” (qualora si abbia la fortuna di poter “cadere” in una di quelle “bolle di magia” – che IO non ho mai trovato in nessun altro ambiente del ballo di coppia -), l’andazzo spudoratamente visibile a qualsiasi occhio minimamente capace di discernimento, è quello di una fetta spaventosa di persone PESANTI e SUPERFICIALI.
L’apparente paradosso…
Questo appare d’impatto un “paradosso”, ma NON LO E’ AFFATTO, se si accetta di analizzare meglio e si possiedono i mezzi cognitivi per poterlo fare realmente…
Se non li hai, seguimi nella riflessione, e ti accompagno nel vedere il fenomeno da una prospettiva forse fuori portata, ma indubbiamente interessante.
QUANDO TIRIAMO IN BALLO I FAMIGERATI “VALORI”, col proprio livello di consapevolezza e competenza, si sta banalmente parlando di “quel QUALCOSA a cui SI DA PERSONALMENTE VALORE nei fatti (normalmente, ma non sempre) perchè CI SI CREDE”!
Semplificando, ci si sta riferendo ad un “COSA”.
Ma c’è un problema, anzi, 2! Il “PERCHE’…” ed il “COME”. (se vuoi leggere qualcosa in più sulla questione, CLICCA QUI, ti si aprirà una pagina che porta ad un vecchio articolo del mio blog sul mondo delle arti marziali in cui, al netto del contesto apparentemente distante, concettualmente sviscero la questione su questa particolare TRINITA’ cognitiva)
Il “perchè” si dia valore a quel “cosa”, divide sommariamente i protagonisti in due categorie nette e distinte:
- Quelli che vi aderiscono nel principio
- Quelli che vi aderiscono nel bisogno
De facto:
- la prima categoria vive aderendo al principio della leggerezza e della profondità…
- la seconda vive in antitesi al principio (pesantezza e superficialità), e ne sviluppa il bisogno!
Tizio e Caio “danno molto valore al denaro”!
Tizio è un milionario che fa soldi da quando ha iniziato a lavorare…
Caio è uno sempre indebitato e fa debiti in continuazione…
Gina è una sportiva che si allena tutti i giorni da tutta la vita…
Pina è una che va a correre perchè ha fatto un infarto e, tenendoci a rimanere al mondo ancora un po’, ha iniziato a destinare parte del suo tempo all’attività fisica.
CHIARO?!?
Il reale “perchè” diano valore a “quel COSA”, è diametralmente opposto!
Detto in stampatello e rientrando nel thread: anche negli ambienti “sociali” si aggregano persone che “danno valore allo stesso COSA”, ma per due motivi diametralmente opposti.
Semplice in fondo, no?
Assodato questo, quali sono i vari moventi di chi frequenta gli ambienti sociali del ballo di coppia per intrattenimento?
I 3 macro motivi per cui si frequenta gli ambienti del ballo di coppia…
Riprendendo il paragrafo in apertura di articolo, “dal mio motivo personale” ci spostiamo ora ad una prospettiva più ampia, servendomi di una micro generalizzazione.
Con una certa fastidiosa (per qualcuno) franchezza, gli unici 3 macro motivi che spingono una persona sono:
- trovare “qualcosa che vada oltre la pista da ballo”
- EGO
- avere accesso ad esperienze piacevoli di “interazione umana”
Con varie sfaccettature che andrò sviscerando (almeno in parte) nel corso dell’articolo, va da subito preso atto che le 3 categorie non sono forzatamente “a compartimenti stagni”!!! Le sto utilizzando “per facilitare la comprensione di alcune dinamiche”, non per ETICHETTARE LE PERSONE!!!!!
(Lo ribadisco per i Minus Habens che potenzialmente potrebbero essere giunti fino a qui nella lettura, dopo aver stoicamente eluso i vari disclaimer 😜🤣😂)
Per cui, “ogni persona” potrebbe essere mosso da moventi che riguardano due o anche tutte e 3 le categorie. OK?
Ciò detto..
Categoria 1…
Quel “trovare qualcosa che vada oltre la pista da ballo”, potrebbe essere:
- un partner
- un amante
- una scopata
- un’amicizia
- un cliente
- un aiuto
Etc.
Chiaro?
In un mondo di adulti, per come la vedo io, se due persone adulte e consenzienti che si incontrano sulla pista da ballo “poi scopano”, sono cazzi loro!
Mi limito a questa precisazione, perchè di solito è il caso mastro che diviene “argomento di pettegolezzo”. Un fenomeno che “non è prerogativa del solo ambiente della Kizomba”, e nemmeno solo del ballo di coppia in generale! Banalmente è trasversale a qualsiasi ambiente!!!
Spoiler: La maggior parte delle “scopate” hanno statisticamente luogo nell’ambiente di lavoro. (per vari motivi che spaziano “dalle dinamiche del potere” al semplice fatto che una persona normale passa la quasi totalità del suo tempo LAVORANDO!)
Che a qualche “morto di figa” o “morta di cazzo” la cosa risulti il principale argomento di cui parlare, fa onestamente PENA, e la dice lunga sui chiacchieroni e quanto questi siano veramente interessati alla danza!!!
Per inciso, la cosa ne mi scandalizza ne mi disturba più di tanto (se non si superano certi limiti), ma ritengo sia UN FATTORE FONDAMENTALE DA METTERE A FUOCO per capire chi si ha davanti negli ambienti sociali!
Potrei scrivere pagine e un semi trattato sulle dinamiche comportamentali, e le turbe relazionali che affliggono questi elementi, ma non è il FOCUS di questo articolo! (tuttavia segnati questo punto, perchè poi si collegherà ad altro)
Categoria 2
L’EGO! 😅😅😅
Qui ci dobbiamo mettere comodi, e fare lo sforzo di capirci bene bene bene.
Voglio evitare di scadere nella speculazione mediatica catastrofica da cui “sembra” si sia usciti a fatica, dopo mesi “di massacramento di coglioni con la questione NARCISISMO PATOLOGICO”…
C’è del vero, ma “vedere narcisisti ovunque” è semplicemente il marker di qualcos’altro di patologico!
Mi limiterei al “bisogno di sentirsi fighi/e” attraverso lo sguardo degli altri… Qualcosa che, in teoria, dovrebbe far parte di una fase pedagogica ben precisa in cui “i piccoli” imparano ad identificarsi attraverso lo sguardo e il feedback dei grandi/genitori, e che oggettivamente “ha del patologico” se tra gli adulti si presenta in modo “troppo marcato e costante nel tempo“!
Bisogna però essere cauti, perchè molto spesso, il problema è più negli occhi di chi osserva, che nella realtà di chi è osservato!
Detto questo (un minimo di tecnica comportamentale è utile), partiamo dal presupposto che il bisogno di importanza è uno dei 4 bisogni umani principali. Come ho già scritto in altri articoli, se vogliamo scendere un pochino in profondità, dobbiamo almeno raggiungere la quota dei “4 bisogni fondamentali” (più 2 “superiori”) che sono stati codificati e vengono spiegati nel mondo della PNL. Se non si gioca “a fare gli psichiatri de noialtri”, come chiave di lettura (secondo me) è utile “anche se non Vangelo”, perchè semplificata ed accessibile con un bagaglio di studi decente. (nelle scienze dovrebbe essere “la normalità”) Chi vuole andare a fondo ulteriormente sulla questione, può spingersi alla piramide di Abraham Maslow, ma già da li, la complessità dei fattori aumenta vertiginosamente.
Il punto PER NOI, QUA, è:
C’è chi attraverso il ballo “soddisfa il proprio bisogno di importanza”!
Questo è male?
Secondo me, NI! Dipende da cosa e come si agisce per soddisfarlo…
Provo a spiegarmi meglio. Ognuno di noi, in parte per l’effetto delle matrici educative basate sul giudizio (CHE NON E’ IL DEMONIO!!! Lasciate stare la supercazzola del giudizio SE NON LA CAPITE!!! PLEASE!) e quella robina li del “riconoscersi attraverso gli occhi degli altri”, ne è esposto. (i genitori fanno del loro meglio, ma mediamente non è che si dedichino molto agli studi di pedagogia quando mettono su famiglia! Diciamo che “non riescono molto bene ad assolvere quella fase genitoriale”, ok? Soprattutto oggi, dove non si tratta di “mancanza di informazioni”, ma di volontà… e riesce molto più facile imparare ad usare il telefonino nuovo e Instagram!, piuttosto che investire in qualche studio pedagogico dopo aver messo al mondo un figlio!)
Ragione per cui, soprattutto nella fase iniziale, è fisiologico l’imbattersi in un quantomeno parziale disagio legato al “non sentirsi all’altezza”! Qualcuno va proprio in ansia da prestazione e cade preda al “dover dimostrare qualcosa”, perdendo di vista il reale scopo per cui si è in pista da ballo!
Tuttavia, specie per il ruolo del “leader”, la responsabilità è NORMALE che venga sentita di più, dal momento che si deve aver sviluppato una certa abilità tecnica, una certa abilità nella guida, per poter fare in modo che “la partner” possa fare un’esperienza decente. OK?
Quindi, fino ad un certo punto “ci sta”!
Il guaio emerge se questa non si rivela una FASE TRANSITORIA, MA UN MODUS OPERANDI COSTANTE nel tempo. E soprattutto se l’intensità di tale comportamento “si incrementa con il tempo e le attenzioni”!
Per inciso, e fuori dai denti:
La questione del “narcisismo” è vera, MA NON E’ ciò che sta marchiando in modo esclusivo il fenomeno della storia recente!
Tornando a noi, man mano che si evolve, il comfort dovrebbe gradatamente sostituire il disagio, e si dovrebbero “aprire le porte al divertimento”. ED E’ QUI CHE CASCA L’ASINO!
Famo a capirci ancora un attimo prima di proseguire col discorso:
Che l’uomo o la donna si pavoneggino un po’ mentre ballano, CI STA!!! Soprattutto se c’è un parziale movente del “conquistare il famigerato DOPO PISTA DA BALLO”! OK?
Le persone normali non sono proprio “delle grandi esperte di seduzione”, e comunque sia, ogni individuo “ha la propria modalità”, il proprio stile o non stile.
Altra storia è quella simpatica personcina che mentre balla “la vedi con lo sguardo rivolto più al resto della pista o AL SUO PUBBLICO sui divanetti”, che al partner con cui (teoricamente) sta “condividendo l’esperienza”.
Quando accade questo, dovrebbe essere PALESE che il reale scopo che si sta rivelando, è LO SHOW!!! NON L’ESPERIENZA INTIMA!!!
Capisci che “ingaggiare a cazzo parole come CONNESSIONE, MAGIA, ABBRACCIO, CONDIVISIONE”, lascia un po’ il tempo che trova se “non la confronti con ciò che avviene veramente in pista” NEI FATTI???”
Quando si incrociano due persone che “ballano per il pubblico”, per lo show, PER DIMOSTRARE QUALCOSA A SE STESSI O QUALCUN ALTRO, per una non ben definita “autostima”, la connessione (nell’ambiente kiz) c’è per forza! “Forse anche la condivisione”… Ma di cosa di preciso?!?
Magari c’è anche “l’abbraccio (🥶) con una persona della stessa categoria”… “Ma cosa c’è in quell’abbraccio”?!?
MAGIA??? 🫣. (ci arrivo tra un po’)
Quel “perchè frequento l’ambiente del ballo di coppia”, FA TUTTA LA DIFFERENZA DEL MONDO! E bada…! Se non si è intimamente onesti con se stessi, NON LO SI PUO’ ESSERE COL PARTNER NEL BALLO!
Qui entrano in gioco le reali affinità da una parte, e sensibilità da un’altra! Ciò che frega molte “presunte vittime dei narcisisti”, è una “complementarietà occulta” che richiede un lavoro di analisi e introspezione serio per essere individuato, ed enorme per essere “curato”. La banalizzazione che “basta essere semplicemente empatici” per diventare vittime sacrificali dei narcisisti patologici, è narrativa spiccia mediatica e di sciacalli che lucrano sulla fragilità culturale delle persone!
Superficialmente sicuramente c’è del vero, ma appena si scarta la caramella appetibile dalla sua patina lucida e sfavillante, la verità si rivela inesorabile in tutta la sua pochezza e marciume. Chiunque non abbia “patologie affettivo comportamentali” complementari, gira i tacchi e adios! 😉
In tutta onestà, a parte qualche caso sporadico, si tratta più che altro di banale “vanità” con cui alcune persone insicure compensano alle proprie debolezze o appagano “i propri bisogni”! (ricordi la questione di prima? IL BISOGNO DI IMPORTANZA?)
Questo avviene in qualsiasi ambiente di aggregamento sociale e si manifesta con forme diverse, ma la sostanza è la stessa!
ECCO PERCHE’ LA QUESTIONE “SUPERFICIALITA’ O LEGGEREZZA” fa la differenza!!!
Chi ha un approccio “superficiale”, non riesce a distinguerne le differenze… perchè non arriva mai a poter scandagliare quelle quote umane, quella profondità rivelatoria nell’interazione tra due individui.
A volte mancano “le basi”, la conoscenza, la capacità, le caratteristiche per farlo… ma di solito, ciò che manca è l’ATTEGGIAMENTO!
Senza UMILTA’ e VOLONTA’, è impossibile “cogliere in tempo” la realtà, e chi è alle prese col proprio EGO o il proprio bisogno di importanza “simil patologico”, l’umiltà non ce l’ha proprio! PER DEFINIZIONE! Perchè è proprio l’assenza di questo fattore ad averlo condotto “alla sua condizione”!
Facci caso: i pettegoli chi sono? Gente “o vuota”, o molto più spesso “piena di nulla”… Piena di “racconti sugli altri”! Conducono una vita miserabile da “spettatore”, e ambiscono al centro dell’attenzione ESCLUSIVAMENTE PER BISOGNO! Anche perchè, se poi al centro dell’attenzione ci arrivano, SI RIVELANO INESORABILMENTE, sbandando tra “il protagonismo” e “la sclerata” appena “il loro bisogno non viene appagato”!
(per inciso:) QUESTO E’ SUCCESSO A QUELLA PERSONA CHE “SI E’ SBAGLIATA A PRETENDERE TROPPO” DAL SOTTOSCRITTO!
Ha sbagliato nel modo, nella sostanza, nel momento, nel periodo! Tuttavia, il reale problema è e rimane la sua “mentalità del cazzo”! Perchè, contrariamente a “ciò che queste persone interpretano di ciò che vedono”, personalmente la visibilità la ottengo NON PERCHE’ NE HO BISOGNO, ma in conseguenza al mio modo di essere e fare. E onestamente, sono più le volte che mi infastidisce che altro!
Volete la visibilità? Se è qualcosa che confà la vostra natura, o che raggiungete per caratteristiche personali, per voi NON HA IMPORTANZA PER BISOGNO! CHIARO?
Per cui, se a spingervi a ballare con qualcuno “che ritenete bravo” è la visibilità, mettetelo in preventivo!!! A differenza vostra, quella persona “è semplicemente se stessa”! E di sicuro NON E’ MOSSA, nella scelta di frequentare l’ambiente del ballo di coppia, DA CIO’ CHE MUOVE VOI!!!
Specialmente in un ambiente AMATORIALE! (in quello professionale le dinamiche sono diverse, e la competizione FA PARTE del gioco… ma più che EGO, c’è SANA AMBIZIONE, devozione, spirito di sacrificio, impegno… non la ricerca di poter godere “a basso costo” di un benefit per vie traverse! … ci torno dopo)
E’ CHIARO “MINUS HABENS” CHE FURBESCAMENTE CERCANO DI AVERE ACCESSO AI BENEFICI “FUORI PORTATA” O SENZA MERITO?!?
Cercare di manipolare “chi è più forte e intelligente di voi, non è un gran affare!!!” E abusare della sua disponibilità e bonarietà per PRETENDERE SEMPRE DI PIU’ DI QUANTO CONCEDE, è da deficienti!
Perchè l’unico risultato che si ottiene, è “la perdita di disponibilità e benevolenza”!
ALLES KLAR HEER KOMMISSAR?
Dietro ad una delle più cacofoniche lamentele “femminili” del mondo della Kizomba, C’E’ QUESTO!!!! (ma non solo)
Categoria 3
Ed eccomi nella mia…
Avere accesso ad esperienze di interazione personale piacevole…
Così… direttamente…
Riesci ad intuire (se non capire) cosa significhi per una persona che frequenta l’ambiente Kizomba con questo tipo di mentalità, avere a che fare con “quelli della seconda categoria”?!?
Anche perchè in questa categoria non c’è posto per livorosi, cacofonici, lamentosi e musoni!!! Questa categoria di frequentatori è composta da individui che “celebrano il buono che l’ambiente offre”… non che rompono i coglioni a tutti “per quello che manca”!!!
E’ gente che “vive tendenzialmente di pienezza”, anche se COME TUTTI è esposta a bisogni, ad incomprensioni, a periodi di merda, a gusti personali, alle macumbe, al fato e agli influssi astrali!
Ergo, CARI SIGNORINI DELLA CATEGORIA DUE, grandi “vittime del sistema”, non è che voi siete SFORTUNATI e loro fortunati… non è che voi i benefici non li raggiungete perchè siete onesti e loro ci arrivano perchè DISONESTI… non è che si fanno “fregare da quella con i tacchi e che sculetta”, o quello “fisicato o vestito bene”! Pur APPREZZANDO, non è questo che li attrae e non è questo che cercano nell’ambiente della KIZOMBA!
E oltre all’atteggiamento mentale, differiscono anche per una “sensibilità nelle interazioni” che voi NON AVETE, o CHE E’ OFFUSCATA DA BISOGNI CHE APPAGATE MOLTO MALE e in modo MOLTO STUPIDO!
Chi cerca “l’esperienza del piacere condiviso”, come scritto nel post su Facebook, per sua sensibilità prima di tutto “percepisce l’energia DIVERSA, non compatibile oppure OSTILE”! Vede e legge le vostre smorfie di disappunto, la postura, l’atteggiamento e le reazioni…
Intendiamoci, prima di inciampare in una banale incomprensione, NON E’ CHE “UN RIFIUTO” alla richiesta di un ballo “faccia piacere”! OK? Come “il non riuscire a ballare con chi si vorrebbe”, non è portatore di piacere! La differenza è come si “digerisce il rifiuto” o la mancanza di soddisfazione.
E’ vero che, per risonanza, “tra persone di questo tipo” ci si sente… si vibra “ad una stessa frequenza”… si risuona spesso ancora prima di ballare… talvolta “prima di vedersi!”
E no, esimie teste di cazzo, pettegole, e livorose… NON E’ PERCHE’ LEI ha i tacchi, sculetta, è figa o è brava, o maestra!!! 🤦🏽♂️🤦🏽♂️🤦🏽♂️ …o perchè è fisicato o vestito bene o bravo!!
Nessuno ha la necessità di RINNEGARE QUESTO SE E’ UNA REALTA’ DI FATTO, ma arrivare a “motivare il fatto DI NON VENIRE SCELTE”, PER QUALCOSA CHE QUALCUN ALTRO HA, E “CONDENDOLO CON DELLA NEGATIVITA”, rivela solamente la vostra condizione “oltre la maschera delle belle parole e dei vestiti eleganti”!
E’ principalmente PER QUESTO CHE NON VENITE SCELTE!
Giusto una settimana fa sono rientrato dal mio quarto evento in Albania… quello in cui la fiducia scaturita dalle precedenti esperienze miste ad esigenze lavorative del mio compagno di viaggio, ci ha fatto optare per un soggiorno di 4 giorni…
Per il sottoscritto era un periodo “difficile su vari fronti della vita privata” per più di una ragione. (eh si, lo so che “le sensibilone e intelligentissime” faticano ad accettare questa BASILARE REALTA’ DELLA VITA!!!) Ci si è messo un malessere intestinale “strano” che ha fatto la sua comparsa due giorni prima di partire senza evolvere in nulla di diverso per 8 giorni; ho beccato “dei NO” anche in modo scortese… ho dato dei NO “gentili”… il meteo totalmente diverso da quello che ci aveva particolarmente appagato l’anno scorso (ed essendo sul mare, PER ME questo faceva una grande differenza per vari motivi); problemi con la compagnia aerea… “tutto sembrava NON INCASTRARSI”…!
Ho ballato poco… pochissimo per i miei standard… giusto dei balletti “conosciuti” in altri eventi, e tra quasi 1900 persone, i giorni passavano e sembrava che “non riuscissi ad incastrarmi armoniosamente” con nessuno… tranne qualche amico straniero che incrocio quelle 2 o 3 volte all’anno nelle stesse occasioni e il mio compagno di viaggio.
Finche un pomeriggio, durante uno degli sporadici balli, “riconosco quella sensazione”… mi giro, e taac… incrocio lo sguardo con una persona per un solo instante… un reciproco accenno di sorriso, e torno al ballo che stavo facendo.
Ricapita una seconda volta, ma questa volta io stavo passando a bordo pista e lei stava ballando…
Ora… per “le dementi che non riescono ad andare oltre al pensiero che tutto ruoti attorno all’essere figa” come unica VERITA’ COSMICA per cui viene fatta ballare e scelta in continuazione, qui avrebbero oggettivamente preso una SBADILATA NEL MUSO DAI FATTI!
Succede che l’ultimo giorno del festival, verso la fine della sessione pomeridiana a bordo piscina ripristinata dopo la pioggia, sto facendo un ballo divertente con la musica di uno dei DJ che preferisco, e incrociamo nuovamente lo sguardo, con un sorriso, questa volta, decisamente più marcato.
Finisco il mio ballo, me ne torno a bordo pista, e poco dopo anche lei… Arriva sorridente (senza il benché minimo sottofondo di PRETESA perchè AVEVA PAGATO… senza LA SMANIA di cercare quello BRAVO… senza la morbosità di sedurre quello scopabile – in quel tipo festival, pur essendo io piuttosto abbronzato, sono OGGETTIVAMENTE FUORI TARGET MEDIO come colore 😜- … di sicuro non era la mia notoria eleganza ad averla attratta, e su questo credo di mettere d’accordo un po’ tutti 🤣)…
…mi si avvicina… e in un buon inglese: “balliamo”?
“CERTO”, rispondo. “Continuavo ad intercettarti con lo sguardo, ma non si apriva l’occasione vera per venire a chiedertelo…”
Ora, per la DELUSIONE dei fan del “balla solo con quelle brave e con le maestre” (senza averne tra l’altro MAI negato il piacere, quando capita!), la sensazione di imbarazzo e cautela era palpabile…
…nella mia emotività, chi mi conosce intimamente SA che tendo ad “allentare la tensione interna” chiacchierando… Esordisco infatti proprio in quella modalità… ci chiediamo da dove arriviamo, e i nomi… non sento bene il suo, e richiedendolo, probabilmente pensando che fosse troppo difficile da pronunciare per me, lo dice direttamente nella versione italiana: si chiama Margherita. Sparo due cazzate su un noto spot degli anni ’80/’90 della “lavatrice con il nome di donna”… e rendendomi conto dell’inadeguatezza della cosa per qualcuno della Repubblica Ceca, mi zittisco…🫣🫣 Iniziamo cosi a “dialogare con la bocca chiusa”… le “porte sono aperte sia in me che in lei”, ma entrambi entriamo nella realtà altrui chiedendo gentilmente permesso e in punta di piedi… gradatamente… con la delicatezza che “solo alcune sensibilità” sanno sfoderare al momento opportuno…
…è una progressione costante “verso la confidenza… l’intimità…” un’interazione rispettosa e armoniosa che evolve per almeno 5 minuti…
…e taaaaaccccc…
QUELLA PELLEDOCA che come un bambino “mostro quando in pista mi ritrovo a vivere quelle sensazioni”…
WOW…
Tutto diviene chiaro… senza bisogno di spiegazioni… l’abbraccio si fa più avvolgente… vivo… presente…
Ci si sta esplorando scendendo nel flusso creato dalla buona musica… le figure sono superflue… la tecnica diviene trasparente… e tutto è soltanto un interagire leggiadro… delicato… un dialogo rassicurante… qualcuno lo percepisce come una “coccola”… NON IO… non ne ho bisogno, non ho ferite da curare e non sono un bambino spaventato da rassicurare…
…è complicità… sintonia… affinità consapevole… alchimia… e sempre più giù… MAGIA!
OH MY GOD… Sento il suo respiro e “so che lei sta sentendo il mio”… ogni millimetro di corpo in contatto lo testimonia… risuona… ma evolve ancora…
…il gioco si fa più intenso… si ricerca lo sfioramento… il limitare la pressione del tocco a qualcosa che non si distingue più da quel tipo di connessione “che non bisogno di toccarsi”…
…e’ puro “matching” spontaneo… senza sovrastrutture… senza secondi fini…
…si è immersi in un flusso dove musica e due entità distinte sembrano non avere confini… solo i piccoli, delicati spostamenti delle mani o delle braccia, innescano minime fluttuazioni da quello stato soave…
… e la musica finisce …
Non la connessione… non l’interazione… la lasciamo scemare molto lentamente… trasformando quell’abbraccio in un mix di gratitudine “per l’occasione capitata”… riconoscenza… ammirazione… soddisfazione reciproca…
Le parole, a quel punto, sembrano ancora non aver realizzato la “fine della sessione”… e si sovrappongono dicendo la stessa cosa… 🫠
Uno sguardo “quasi lucido”… di quelli che denunciano un carico emotivo importante… consistente… inaspettato e profondamente apprezzato…
Un abbraccio forte… e mi esce un sereno e sincero:
“I miei 10 minuti straordinari che valgono tutto questo festival…”
Durante la serata ci siamo cercati reciprocamente per replicare… ma il cosmo non era d’accordo… il tempismo sembrava nuovamente “avverso”… di nuovo tutto non si incastrava mai…
Pazienza… per la prima volta me ne sono andato a letto 3 ore prima della fine (e chi mi conosce o visto in pista, sa che sono quasi sempre quello che va via per ultimo dalla pista da ballo!)
LIVORE PER QUESTO? ZERO.
PIACERE IN QUESTO? Ovviamente NO… ma nulla che vada oltre la legittima amarezza temporanea…
QUALCHE PENSIERO DI PRETESA? QUALCHE LAMENTO DA FICCARE NELLA FACCIA DEGLI ORGANIZZATORI “PERCHE’ HO PAGATO” (ben più di 10 € del cazzo!)?? Manco m’ha sfiorato l’idea…
QUALCHE RIMOSTRANZA nei confronti di quel “disturbato” che vedendomi mentre stavo andando a prenderla a bordo pista, si è messo a correre superandomi e “rapendola” quando le ero ad un metro?
NO! Lei lo ha accolto, mi ha guardato sorridendo e alzando le braccia si è messa a ballare qualcosa di “totalmente diverso” da ciò che avevamo condiviso io e lei nel pomeriggio…
Quel suo ballo è stato molto lungo. Ho aspettato, ma ho scelto di spostarmi… Una persona che balla da soli 4 mesi, al di la di rivelare “una propensione naturale ALL’ESSERE FOLLOWER”, è comprensibile che abbia una fame orizzontale, una voglia di sperimentare la varietà di stili interpretativi delle varie sfaccettature musicali che offre il mondo della KIZOMBA… chi ero io per “metterla a disagio” anche solo rimanendomene silenzioso nei paraggi a guardarla… ritrovandomi a dispensare NO a raffica per evitare di perdermi “l’occasione appena si fosse liberata”?
Se più persone si ponessero questa intima e delicata domanda………..!!!!!!
L’indomani, scorrendo le immagini caricate su un social, la riconosco e commento: “MARGHERITAAAA”… dopo qualche ora mi arriva il suo messaggio in pvt, dicendomi che “dopo quel ballo” mi aveva cercato dappertutto… senza trovarmi…
L’appuntamento per una nuova chance di “provare a rivivere quella cosa”, è rimandato a qualche evento fra almeno 6 mesi…
Aspettative? ZERO!
Al di la di una parziale organizzazione di incontri nei vari festival in giro per l’Europa, ENTRAMBI si sa perfettamente che “a doversi allineare per APRIRE LA PORTA a quel tipo di occasioni, di esperienze”, sono uno un sacco di fattori che non sono ne programmabili ne gestibili con la volontà! FIGURIAMOCI CON LA PRETESA!!!
ATTEGGIAMENTO e allineamento dei fattori coinvolti
Io non posso sapere chi stia leggendo queste righe, MA SO PER CERTO che se fai parte di questa terza categoria di persone, ti riconoscerai nelle prossime righe…
Sei perfettamente consapevole che si devono allineare la musica giusta, la persona giusta, la situazione giusta, il contesto giusto perchè quella porta che da accesso alla magia si possa aprire…
E conosci perfettamente il fondamentale atteggiamento che serve per poter varcare quella soglia… fatto di umiltà, rispetto, delicatezza e reciprocità… senza le quali quella eventuale porta non solo si chiude istantaneamente… ma manco si apre!
Livore, musi lunghi, lamento, bisogno incontrollato, ARROGANZA, non possono e non potranno MAI e in ALCUN MODO aprire quella porta!!! Nemmeno se si ha il culo di allineare tutti i fattori necessari 40 VOLTE IN UNA SERATA!
Intendiamoci: c’è sempre spazio ANCHE per la condivisione più o meno superficiale, o comunque in sintonia col partner… MA MAI con “LA PRETESA o la FORZATURA”!
Quando si percepisce questo, l’esperienza NON PAGA… e anche se di per se sarebbe vagamente “accettabile”, il retrogusto è SEMPRE in contrasto con lo scopo primordiale: “la condivisione del piacere reciproco autentico”!
Giunti a questo punto… riprendiamo un attimo la questione “brava/o”…
Ricordi che ho scritto “c’è del vero”?
Bene… quando parliamo di “qualità dell’esperienza di interazione” ci sono delle considerazioni che vale sicuramente la pena fare…
Considerazioni sulla “qualità dell’esperienza di interazione”
E qui, torno sul personale per spiegarmi attraverso un esempio diretto.
La mia personalità, è quella che alcuni dotti in materie cognitive definirebbero “divergente”.
In parole spicce, nel caso del ballo di coppia, i miei gusti spaziano veramente sia in orizzontale che verticale. Tuttavia, da frequentatore del mondo latino che ha sempre “mostrato una certa energia entusiasta” mentre balla, da “profano” (ricordiamoci che ci stiamo sempre riferendo ad un ambiente AMATORIALE!), l’estensione orizzontale del mio capire il ballo latino, spazia dalla salsa cubana a quella portoricana, e dalla bachata commerciale a quella domenicana.
ORA… la varietà CHE IO PERCEPISCO (vi prego di non elencarmi millemila stili diversi… attualmente non me può fregar di meno, mi serve solo per arrivare al concetto che desidero far capire) è limitata in orizzontale a questi 4 stili (di cui spudoratamente ammetterei una riduzione quasi netta alla salsa cubana e la bachata domenicana), ed in verticale QUASI ZERO! (TRADOTTO: conosco – a livello amatoriale – il ballo latino, circoscrivendolo alla salsa cubana e bachata domenicana)
ACHTUNG BITTE!
Non sto dicendo che l’ampiezza della varietà dei balli latini sia cosi limitata… sto dicendo che è la MIA PERCEZIONE PERSONALE ad esserlo!!! CHIARO???
SICURAMENTE questo dipende da un livello di studio abbastanza superficiale, e da una interpretazione che vede nella salsa e nella bachata domenicana l’espressione prevalente DELLA GIOIA! Mi sono sempre divertito moltissimo a ballarla, specialmente con alcune persone “che risuonano” con questa mia visione. (per cui i discorsi fatti fino ad ora, come vedi, convergono su questa cosa anche se non parliamo di Kizomba!!!)
Ho un particolare debole per il “SON CUBANO”, che per “orecchio musicale” avevo imparato a ballare con una certa facilità rispetto alla media, e che ho apprezzato per anni con un minimo di maggior verticalità e trasporto emotivo o di sensazioni, solo con tre persone! E la bachata, con due.
Chiara questa ammissione???? Tuttavia, vostro onore, mi sono mediamente divertito e uscito dalla pista da ballo AMPIAMENTE SODDISFATO in almeno l’80% dei balli!!!
Non mi è mai fregato nulla di ballare con quelle brave o belle… onestamente ho sempre cercato un po’ di evitarle, perchè emotivamente mi sono sempre ritrovato a dover gestire una certa emotività che mi butta vagamente in ansia… fenomeno che è sempre scemato velocemente “quando ha trovato accoglienza e divertimento autentico” nella partner… e che mi ha inchiodato quando invece mi sono ritrovato a ballare con chi “aveva troppo a cuore il dover fare bella figura”! Mi è successo con molte donne sudamericane, e ne rappresentano un’eccezione (per me) forse 3 o 4!
Chiaro di cosa sto parlando? …e ripeto: oltre l’80% dei balli, hanno sicuramente rappresentato la mia soddisfazione personale!
Ballavo “per divertirmi e condividere il divertimento”, e nel latino, la cosa è veramente “facile”.
Quando sono approdato al mondo della KIZOMBA, da un lato c’era un banale “gusto musicale”! A me quel tipo di musica piace tantissimo anche semplicemente da ascoltare! La ascoltavo da molto prima di sentir parlare di questo mondo del ballo di coppia, la conoscevo semplicemente come “Zouk”, perchè nei miei vari viaggi nell’isola di Sal a Capo Verde, l’ho sentita per la prima volta quasi 20 anni fa, e l’avevo usata per fare il montaggio dei video delle vacanze!
L’ho vista ballare in loco in due soli modi: “veloce in movimento e lento da praticamente fermi”. La versione ferma non mi ha mai attratto, mentre quella veloce e movimentata mi ha sempre stimolato e stuzzicato una certa emotività gioiosa, festaiola… simile a quello che mi succede con la salsa.
Fatto sta che una decina di anni fa mi iscrivo con un amico ad una giornata di vari stage, ne esco senza capire “la logica matematica” del ballo, e con più confusione di quanta ne avessi prima di arrivarci!!!
La musica la leggo e sento chiaramente, ma non corrispondeva con l’interpretazione che vedevo in chi ballava… sti cazzo di cha cha, a volte vengono fatti a volte no!!! Eppure mi ricordavo che i capoverdiani ballavano in modo simmetrico… tipo merengue, per intenderci…
Bah… non ne ricavo nessuna ispirazione e abbandono l’idea… fino a circa 3 anni fa… quando durante una serata latina domenicale qui a Verona, un amico di lunga data mi presenta “una mosca bianca” che vedevo da molti anni ballar latino, ma con cui non ci eravamo mai presentati e non avevamo mai ballato.
Mi coinvolge casualmente in questo stage di Kizomba in preserata… il suo entusiasmo dirompente (ciao NIKYYYYYYY!!!) è veramente coinvolgente; ballarci latino la prima volta è stata un’esperienza da “benzina sul fuoco”, e l’entusiasmo ballando la salsa con lei è UN ASSEGNO IN BIANCO!
Partecipo a quello stage, era da poco finita la pandemia, e avevo da poco perso mio papà. Conoscendoci scopro che la persona con cui ballava mentre io passavo le mezzore in ammirazione a guardarli, era suo marito morto da non molto tempo, e con più di un argomento da condividere la butto li:
“Se tu ti iscrivi al corso, lo faccio anch’io!”
Mi risponde che lei “già lo sta frequentando quel corso”! Alchè le propongo di farmi da assistente, e considerandomi temporaneamente “da 104”, le prometto che mi sarei impegnato a diventare velocemente bravo “abbastanza per poter continuare a farla divertire”… ben consapevole che nella fase di apprendimento, sarei stato, ovviamente, piuttosto un ostacolo in tal senso.
E qui il primo collegamento e le prime considerazioni importanti…
Quelli come me, sono “perfettamente consapevoli del proprio limite”, e considerando come scopo “il divertimento reciproco”, non trovano corretto che chi è li per divertirsi, debba accollarsi l’onere di star li a fare da assistente e “annoiarsi facendo sempre le stesse cose” (normalità indiscutibile in quella fase), o comunque “limitare l’esperienza altrui” per esigenze personali. Valeva allora, vale adesso, e sarà così anche in futuro! Perchè si tratta di una caratteristica personale “innata”, una sottile forma di empatia che non ci sta proprio a “vincolare l’altro a questo limite”… ma si tratta anche della stessa emozione che tuttavia permette anche di “immergersi in quelle famigerate esperienze di magia”.
La mia gratitudine nei confronti di questa persona, è enorme! Ma attenzione: questo non significa che “ogni volta che la vedo senta il dovere di farla ballare”!!! Con lei “Ho molto chiaro il tipo di musica e ballo” da cui possiamo trovare una reale soddisfazione reciproca, e quali no! (senza sindacarne sui motivi ed al netto di quei fattori che possono variare da serata a serata).
Capita che la faccia ballare tutte le serate? NO.
Penso che la cosa la possa amareggiare? IN PARTE, SI. Ma sono anche certo che pure lei “capisce perfettamente” cosa significa condividere qualcosa di reciproco in pista e celebrarlo… Anche lei ha le sue giornate no, i suoi periodi favorevoli o meno, i suoi bisogni, e le sue preferenze.
A volte, nel gioco dei cambi di partner, o di tipo di musica, magari ci si incastrerebbe, ma quel tipo di musica preferiamo ballarla con altre persone. NON C’E’ QUALCOSA DI PERSONALE CHE NON VA DI UNO NEI CONFRONTI DELL’ALTRA! CHIARO?
Se invece. la cosa inizia a diventare sistematica, e passano mesi prima che si balli con “palesi evitazioni indipendentemente dal tipo di musica”, allora, se “il rapporto interpersonale si percepisce che sia a rischio” o che qualcosa non quadri, se ne parla a 4 occhi e ci si chiarisce! Ma se non è successo nulla, tendenzialmente SI SA PER CERTO che non c’è nulla di personale.
Perchè ho tirato in ballo questa persona?
Perchè ANCHE CON LEI non ballo più cosi frequentemente come una volta!!! MA i motivi non albergano nel mio cercare di evitarla! Ricordo perfettamente la sua encomiabile disponibilità e quanto questo ha contribuito alla mia evoluzione in quell’ambiente…
A differenza di altre invece, che in quello stesso periodo, “mi snobbavano perchè non ero abbastanza bravo”!
Se mi facevano ballare, era un critica continua e un “volermi insegnare ad ogni passo”!!! DI UNA PESANTEZZA TALE, da spingermi ad essere io ad evitare di chiedere, anche se cercavo di ballare il più possibile.
LO ZOO (inteso come “varietà di animali rinchiusi in gabbie – mentali – che convivono in un ambiente apparentemente libero), si doveva tuttavia ancora rivelare…
Lo ZOO
Mi si conceda la metafora “un po’ forte”, ma rende perfettamente l’idea del concetto che voglio esprimere.
Malgrado si sia mediamente assuefatti all’idea di essere “tutti uguali”, non lo siamo affatto, e sarebbe ora di tornare ad educare “alle differenze”, al riconoscerle, e lavorare un pochino sul concetto bistrattato del rispetto… che ha senso esclusivamente in nuce alle “differenze”!
Fare finta che queste non esistano, è un ottimo alibi per non affrontare l’onere “del prezzo da pagare per vivere all’insegna del rispetto”…
Il punto è che non si tratta di una “giungla”, ma di uno zoo, e dove il direttore non ha esattamente idea di quello che stia amministrando.
Detto fuori dai denti:
Se in un ambiente che la gente frequenta “pagando” per avere accesso alla possibilità di socializzare e incontrare qualcuno con cui “condividere qualcosa di piacevole”, si inizia a dare troppo potere a chi lo interpreta all’insegna di una sorda pretesa, del lamento e del chiacchiericcio malevolo ai bordi della pista da ballo… beh… UN DIRETTORE CHE ABBIA A CUORE LA SALUTE DELL’AMBIENTE CHE GESTISCE, confinerebbe “gli animali problematici” in un recinto dove non possono nuocere, o li metterebbe nelle condizioni di andarsene!
Di sicuro “non obbligherebbe gli altri animali, che già li sopportano, a doverli pure compiacere”!!!
“Perchè questa cosa non sia lapalissiana”, fa indubbiamente riflettere! 😅
Pronto/a per il nuovo step?
Guarda bene questa foto generata con l’aiuto dell’A.I.
Cosa ci scovi?
Ora osserva le prossime 3 foto:
Riesci a distinguerle “isolate” dalla prima immagine che le ingloba?
Quando ho tirato in ballo lo ZOO, l’ho fatto alludendo anche a questi 3 scenari diversi che sono sovrapposti… 3 MONDI MOLTO DISTANTI, eppure collegati tra loro…
Il filo conduttore?
L’ABBRACCIO…
Ora proviamo “ad andare oltre” le classificazioni caratteriali che determinano il REALE MOTIVO PER CUI SI FREQUENTA L’AMBIENTE KIZOMBA…
Quando 3 anni fa ho mosso i primi passi sulle piste dove la si balla, fin da subito è stato ridondante l’argomento ABBRACCIO.
Un tempio dove si celebra il culto dell’abbraccio…
Un supermercato dove si “compra un abbraccio”…
Un bordello dove si pretende “il soddisfacimento del proprio bisogno di abbracci”…
Hanno tutti in comune “gli abbracci”, ma le dinamiche sono estremamente differenti!
La domanda provocatoria che mi esce è:
Credi veramente che i frequentatori dei 3 luoghi così diversi, possano coesistere armoniosamente nello stesso spazio?!?
Ovviamente NO.
La natura “espansa”, orizzontale e verticale di questo genere musicale, mette in connessione divertimento, romanticismo, ed esperienze sociali e sensoriali varie sia per intensità che per tipologia… e quando si tratta di ABBRACCI, ci si dovrebbe ricordare che si sta toccando qualcosa di SACRO… di intimo… di profondo… di personale…
Alcuni comportamentalisti lo traducono in:
“Voglio che tu faccia parte della mia vita… ne sei parte integrante qui e ora… IO SONO CON TE IN QUESTA COSA… SIAMO ENTRAMBI PARTE DELLA STESSA COSA”…
E quando ci si riferisce all’intimità, alla profondità, al proprio “SE’ più prezioso”, saper entrare nella casa altrui in punta di piedi e bussando “anche se la porta è aperta”, è la BASE!!!!
NON UN OPTIONAL SUPERFLUO!
Altro che pretesa… 🤮
Ora riprendi l’equazione iniziale… musica, contesto, situazione personale di due entità diverse… quando il benestare del CASO allinea tutti questi fattori… senza l’atteggiamento giusto (frutto della mentalità giusta)… a quali dei 3 scenari si crede di poter aver accesso?!?!?!?
E tu? Che atteggiamento hai quando vai a ballare KIZOMBA?
Qual’è lo scenario con cui “sei tarato/a”?
Ne sei consapevole?
Sei in grado di “essere cosciente del tuo reale scopo, delle tue reali caratteristiche”, ed accettare di risuonare con un certo tipo di scenario rispetto ad un altro?
E soprattutto:
Sei in grado di poter accettare queste dinamiche “senza pretendere che CHI NON E’ SINTONIZZATO SULLE TUE FREQUENZE possa LIBERAMENTE cercare un approccio con chi invece, IN QUEL MOMENTO, lo è PER LUI/LEI”?
Perchè se ti manca questo tipo di umiltà, per quanto ci si possa spiegare, NON CAPIRAI COSA IO INTENDA… e al di là di frivolezze “sul livello di bravura, di bellezza, di troiaggine, di tirarsela”, con quella mentalità e quell’atteggiamento, ti autocondannerai in eterno ai margini della pista… dove gli occhi “vedono e ambiscono a quel qualcosa che ti genera LIVORE invece che ESTASI”… INVIDIA invece che SODDISFAZIONE (perchè, cara mia, chi risuona con quel tipo di esperienza NE GODE ANCHE ALLA SEMPLICE VISTA!!!)
Hai voglia “alle esplosioni pretestuose”, alle sparate fuori luogo e contesto in cui “ci si sente nella posizione di poter SBRAITARE per mettere a disagio chi non ha soddisfatto le proprie esigenze”… per farlo sentire in colpa… COME SE COSI’ FACENDO, IN QUELLA PERSONA, “LA VOGLIA DI CONDIVIDERE CRESCESSE INVECE CHE TRASFORMARSI IN REPULSIONE….!!!!”
Senza la mentalità adatta, la bocca diventa il “buco del culo” da cui esce tutta la merda che il proprio intestino mentale produce… Varrebbe la pena “riflettere sul proprio modo di pensare”… invece che dar aria alle trombe e cercare di IMPORRE qualcosa che (almeno in quel momento) non è negli interessi e nel volere altrui!
CREDERE che questo rappresenti qualcosa di legittimo e di “appetibile per qualcuno”, a parte qualche COPROFAGO o insensibile poco consapevole, è agghiacciante!
E se hai dei dubbi in merito, o non ti riesce di capire il passaggio:
“Immagina che qualcuno voglia scopare con te… ma a te non interessa o non ne hai voglia. Se il partner PRETENDE la soddisfazione del suo bisogno, sai come si chiama vero? STUPRO.”
Ora, per qualcuno, danzare KIZOMBA, arriva ad essere un’esperienza paragonabile “al fare l’amore” (esclusa la parte sessuale).
Il carico emozionale e sul piano dei sensi, arriva a livelli di interazione in grado di travolgere e far perdere la cognizione del tempo e dello spazio… tali da rendere irrilevante il contatto fisico! Infatti, come dicevo prima, più si va in profondità, più si alleggerisce il contatto… giocando fino al “continuare a sentirsi e interagire” anche quando il contatto fisico vero e proprio NON C’E’ PIU’.
Poi ci sono quelli che al minimo accenno di abbraccio hanno un’erezione e quelle che si bagnano e vengono colte da un’incontenibile prurito nelle zone basse… finche tra di loro si incrociano e se la godono, A ME STA BENISSIMO!
Ma che queste persone si meraviglino se “incrociando CHI CERCA ALTRO” poi questi/queste cerchino il distacco fino a non voler più ballare insieme, beh… è PATETICO!
Come lo è, fuori dai denti e toccandola piano, che QUALCUNO DA FUORI, per “motivi suoi”, arrivi a spingere i maschietti ad entrare in intimità CON CHI NON VOGLIONO!
Quelle stesse donnine, fra l’altro, da cui si tengono distanti, e che alla prima occasione si mettono ad IMPROVVISARE UN’INDEGNA “FILA” per approfittare dell’assist che è stato loro offerto su un piatto d’argento!
A scanso di equivoci, (per i MINUS HABENS), non stò dicendo CHE TUTTE LE PERSONE SONO COSI’!!!!! Chiaro?!?!
Tuttavia è una parte di verità più presente di quanto si possa credere, e di quanto, evidentemente, alcune menti brillanti riescano a percepire o intercettare!
Mi rendo perfettamente conto di “risultare fastidioso con queste parole”, ma prima di farsi saltare la mosca al naso se ti senti toccata/o da queste ultime righe, rispondi a queste due semplici domande:
- Hai mai chiesto “agli uomini” PERCHE’ con certe donne non ci vogliono ballare?
- Hai mai chiesto “alle donne che si lamentano del loro scaldare la sedia”, PERCHE’ UN UOMO DOVREBBE SCEGLIERE DI BALLARE CON LORO?
E’ una domanda retorica… perchè da persona che AMA DIALOGARE, io invece l’ho fatto fin da quando mi sono giunte alle orecchie le prime lamentele!
E ho ascoltato anche con un parziale interesse, i vari punti di vista “sulle cause” di questo lapalissiano malessere e malcontento che accompagna questo ambiente così ricco…
Ho sentito parlare di:
- Insegnanti che suggeriscono (o peggio) ai propri allievi di non interagire con quelli di altre scuole
- Età media troppo alta
- Sbilanciamento tra numero di uomini e donne
- Ballano SOLO con quelle giovani
- Ballano SOLO con quelle belle
- Ballano SOLO con quelle brave
- Ballano SOLO con quelle con i tacchi e che sculettano 🤦🏽♂️
E VIA COSI’… orde di comitati che fanno analisi spicce su cui proiettano qualche “soluzioni fantasiosa a chiacchiere”, o che limitano tutto ad un mesto e rassegnato “è così, non possiamo farci nulla”…
…condannando un POTENZIALE STRAORDINARIO alla pochezza ORDINARIA… di cui l’unica reale certezza è la mancanza di evoluzione, di sviluppo… la condanna della rassicurante pienezza di nulla “a basso costo”…
Conclusioni
Avviandomi verso la conclusione di questo lungo articolo…
…le dinamiche a cui è esposto il mondo KIZOMBA, sono in fondo, quelle a cui è esposto qualsiasi ambiente sociale di intrattenimento…
Il valore aggiunto, che paradossalmente sfugge, è il maggior coinvolgimento nelle interazioni umane! NON SI TRATTA SOLO DI “CONNESSIONE”, è quello che vi si muove in nuce!
E’ un ossimoro “inneggiare” alla MAGIA che può solo essere accolta in un ABBRACCIO, e “per altri motivi”, stimolare, sostenere e favorire una sorta di “culto della PRETESA dal retrogusto di stupro”!
La differenza quindi non la fa “se si cerca la scopata” sulla pista da ballo! Ma eventualmente se la si “pretende” dal partner!
La differenza la fa prima di tutto COSA SI CERCA dal frequentare quell’ambiente, e successivamente dal COME lo si cerca!
Che alcuni insegnanti “plagino i propri allievi” al non interagire con quelli delle altre scuole, dimostra solamente l’insicurezza e l’inconsistenza di chi insegna!
E’ un atteggiamento “vecchio come il mondo” tipicamente messo in atto per “proteggere il proprio potere”! Non certo per “salvare i propri allievi dai demoni delle altre scuole”!
Se come insegnante sono sicuro della bontà e il valore di ciò che insegno, nella consapevolezza di “aver contribuito ad aprire delle porte in chi mi ha dato fiducia”, non sarò certo io a chiudere quelle porte per paura che si scopra qualcosa di piacevole “al di fuori della mia scuola”!
Questo per inciso, avviene anche (a ancor di più) nell’ambiente delle arti marziali da dove provengo e dove insegno da trent’anni!
Ma come ho sentito dire in un video pubblicato sui social da “un’insegnante di ultima generazione”, non è che “tutti DEVONO ballare e interagire con tutti”!! 🥶
Si sta parlando di un ambiente sociale AMATORIALE dove le persone DEVONO ESSERE LIBERE DI BALLARE E INTERAGIRE “CON CHI CAZZO VOGLIONO”!!!
Ergo sbaglia qualsiasi insegnante che dice loro CON CHI BALLARE E INTERAGIRE… sia quello che lo fa dividendo coloro che vanno e non vanno bene. Sia quello ottuso che indica di BALLARE CON TUTTI!
Dovrebbe essere sacrosanto il diritto a sentirsi LIBERI di scegliere, cercando la giusta armonia e sintonia col partner di ballo! Soprattutto quando il livello di CONNESSIONE, INTIMITA’ E COINVOLGIMENTO è imponente come quello offerto in KIZOMBA.
A volte è una questione di musica, a volte di umore, a volte di “casualità”, a volte di interessi secondari legittimi… raramente, secondo me (DI SICURO NEL MIO CASO) si tratta di NON VOLER BALLARE CON QUALCUNO!!!
Non c’è nulla di personale, fino a quando “la stoltezza mista a pretesa da parte di qualcuna di troppo”, personale lo fa diventare!
E no, signore mie “di una certa età”… al netto del fatto che interagire con una persona più giovane possa rappresentare un plus o anche un obbiettivo vero per qualche uomo, state confondendo la giustificazione che vi state dando per sedare il vostro disagio, con qualcosa che nella realtà che state PREgiudicando è molto probabilmente irrilevante!
Basta mezzo pensiero pensiero critico per capirlo, e se è chiaro il passaggio del paragrafo “sui 3 motivi” per cui si frequenta l’ambiente di ballo, possiamo anche chiudere serenamente questo punto.
Riguardo allo sbilanciamento uomini e donne, essendo una delle prime lamentele che abbia sentito “fin dal primo evento a cui ho partecipato”, come scritto nel precedente articolo, NON SERVE UN GENIO per capire che qualquadra non cosa!
Se ci sono 20 donne in più, è matematico che durante l’evento ci siano 20 donne costantemente sedute.
Ma se il turnover di quelle donne è ZERO, e sono sempre quelle, significa che il problema NON E’ NEL NUMERO SBILANCIATO, ma nel fatto che con quelle donne, per qualche motivo “che andrebbe chiesto ai diretti interessanti”, NON SI VUOLE BALLARE!
Lo so, sono una brutta persona… come quelle che dicono ai bambini “che Babbo Natale, Santa Lucia e la Fatina dei denti NON ESISTONO”! Con la differenza che “si presume” essere tutti adulti!!! 😅
Per cui, da adulto ad adulto, inviterei “lorsignore” a chiedersi CHE COSA NON VADA IN LORO… più che vomitare senza sosta critiche a ripetizione verso qualsiasi uomo che non sia “bravo abbastanza per loro”, o svalangando i maroni con le loro sentenze divine “pregne di livore e invidia” verso qualsiasi altra donna più giovane, più bella o più brava che rubi loro lo spazio o il tempo o i ballerini!!!
Lo so, sono antipaticissimo!!! Come lo specchio quando non ci piace il vestito che si indossa!!!
CAMBIATEVI DI ABITO! Se il problema è quello…
Spoiler: è UNA METAFORA!!! Il vestito è l’atteggiamento!!! Se non vi piace, cambiatelo!!! …magari non sarete le più giovani, le più fighe, le più brave del locale, ma con un atteggiamento decente qualcuno che vi riservi un ballo lo troverete sempre! Anche senza mettervi in fila rinunciando a dignità e sempre più spesso al rispetto di quelle altre donne che “percepite come una iena minacciosa pronta a saltarvi davanti”… e che magari stava solo passando vicino alla fila per andare “al suo tavolino”!!!
E quest’ultima, per inciso, non è una mia forzatura!!! …ma una realtà che mi ha raccontato più di una donna che frequenta l’ambiente… 😌
Se non si tratta di atteggiamento, FATEVENE UNA RAGIONE! Non è che potete “rilanciare all’infinito” stressando ballerini, artisti, organizzatori o arrivando perfino “ai proprietari dei locali”!!! 🥶🥶🥶
Questo livello di insolenza (e capita più spesso di quanto si immagini), è PATETICO! (chi si sente chiamata in causa, che si vada a riguardare l’immagine del BORDELLO… e si chieda che cosa, nella sua testa malata, le impedisca di distinguere “non dico il tempio degli abbracci”, ma un normale luogo di aggregamento sociale in cui ci si incontra per “interagire liberamente” condividendo, attraverso il ballo, la metafora dell’interazione interpersonale…
Visto che c’è, che si chieda pure “cosa la fa sentire in diritto”, per 10€, di pretendere che chi COME LEI ha pagato per avere accesso alle possibilità offerte da quell’ambiente, LE DEBBA IL SODDISFACIMENTO DELLE PROPRIE NECESSITA’… perchè un tale “scempio” non avviene nemmeno NEL PEGGIORE DEI BORDELLI!!! Dove comunque c’è chi “viene pagato” (NON CHE PAGA!) per farlo!!!
E se qualcuno “trova qualche SE o qualche MA per giustificare queste malate di mente“, ne è complice e concausa! FATEVI CURARE DA UNO BRAVO.
Fatto salvo qualche caso sporadico, su cui basta accendere qualche riflettore per vederlo rintanarsi in qualche crepa nel primo muro come le blatte, di solito la gravità è meno pesante e si limita a scarsa dignità mista a banale malsano opportunismo…
Per quanto riguarda i:
- Ballano SOLO con quelle giovani
- Ballano SOLO con quelle belle
- Ballano SOLO con quelle brave
- Ballano SOLO con quelle con i tacchi e che sculettano
La realtà che vedo è che può essere che in qualche occasione si balli o si preferisca ballare con quelle più giovani, più belle, più brave, o con i tacchi e che sculettano… ma raccontarsi e raccontare che lo si faccia SOLO con quel tipo di donne, è un’altra palese dimostrazione di “scarsa intelligenza relazionale”, incapacità di analisi della realtà, livore e frustrazione interiore generato da invidia ed affini!
Quando una persona è “pregna di questo schifo”, anche “se ne stesse zitta” (ma di solito è anche pettegola e chiacchierona a dismisura) la sua “energia” (visto che ne sento parlare a sproposito) arriva inesorabile!
Mai sentito parlare di “prossemica“? (clicca sulla parola e scopri di cosa si tratta)
In parole spicce:
Quelle persone EMANANO qualcosa che “disturba pesantemente” chi è alla ricerca di armonia… e “risuona con chi è nella stessa modalità”!
In altre parole, i lamentosi si trovano bene con altri lamentosi, e AMPLIFICANO PER RISONANZA LA PROPRIA MODALITA’… risultando ancora e sempre “più fastidiosi” agli altri… sempre a più distanza.
Per cui, con una modalità del genere, le persone pi sensibili, iniziano a prendere “le distanze” perchè quel tipo di “vibrazione” le disturba, oltre non aver nulla a che fare con ciò che invece ricercano e che possono trovare in un ambiente come quello della Kizomba.
Non centrano più gli insegnanti “invasati ed egomani”, non centra la bellezza fisica, non centrano tacchi e sculettamenti, non centra l’età…
Centra quella “vibrazione di merda” che coltivate e rinforzate a bordo pista, fino a farla “sentire spesso anche al centro sala”!!!
Questa è la verità “che quasi nessuno ha le palle per dirvi in faccia”, o troppi interessi a cui dover rinunciare se lo fa.
Secondo me, mancano di “lungimiranza”… perchè questa modalità cancrenosa impedisce de facto la “guarigione”, la pulizia, la santificazione dell’energia di un ambiente che offre esperienze così ricche, e che soprattutto aggrega persone dotate di una certa “sensibilità”.
SMETTETELA DI ROMPERE LE PALLE SE NON VI FANNO BALLARE…
Cambiate modalità di approccio, o cambiate ambiente! Se non vi va, almeno evitate di stressare tutti! E se proprio “non vi riesce nemmeno questo”, allora EVITATE ALMENO LE SPARATE FUORI LUOGO E I RILANCI OTTUSI E PREPOTENTI!!! Anche se per quella via arrivaste ad “estorcere” il ballo che volete voi, 99 volte su 100 dall’altra parte otterrete che vi eviteranno sempre di più!
E NON PERCHE’ SE LA TIRANO!!!! Semplicemente PERCHE’ SIETE SUPERFICIALI E PESANTI OLTRE OGNI LIMITE!
Superficiali “perchè non capite proprio cosa ci possa essere al di sotto della superficie di un abbraccio, di un sorriso, di una parola gentile, di un ballo, di una giornata, di un periodo, di una vita” con cui entrate in connessione…
Pesanti perchè interagite “pretendendo invece di condividere”, tanto più insensibili quanto questa pretesa si propaga indipendentemente da tutti i segnali che vi vengono mandati… dapprima con gentilezza, successivamente con consistenza, per poi arrivare alla fermezza e “alla rottura” di quella connessione “masochistica” che non si paga certo per vedersela imposta!
Parentesi “ESTERO”…
Leggerezza e Profondità
E’ questo che alcuni “ballerini ambiti” ricercano sulla pista da ballo… è così ora, è sempre stato così, e lo sarà sempre!
Questo non significa che ballino “esclusivamente” con le ballerine adatte! Ma di sicuro, sanno distinguere quelle con l’atteggiamento adatto!
E se hai capito i passaggi di questo lungo articolo, non ESISTONO PIU’ SCUSANTI!
Ti assicuro che chi “ha vissuto la magia in pista”, l’ha fatto in primis perchè ne calca il pavimento “con il giusto atteggiamento”, nella consapevolezza di non pretendere nulla e CHE NESSUNO GLI O LE DEBBA NULLA!
Il caso e la miriade di fattori che si devono allineare per poter vivere quel tipo di esperienza, ne fanno degli “episodi sporadici” e SUPER SIGNIFICATIVI! Se quel tipo di danzatori usasse “il metro banale che sento sulle labbra a sproposito di quell’esercito di lamentosi che blaterano esclusivamente di BRAVURA”, farebbero “2 balli all’anno”!!!
E non è certo così! Anzi… sono spesso persone che ballano per tutto il tempo in cui c’è musica!
Questo significa CHE NON PRETENDONO UN CAZZO! (a differenza delle lamentose patologiche) …ma anche loro hanno il proprio carattere, umore, situazione a casa, lavoro, salute e rotture di cazzo quotidiane a cui dover far fronte! E semplicemente, per maggiore sensibilità, o perchè magari fanno 4 lavori con relative difficoltà, o stanno attraversando periodi “delicati o difficili o pesanti”, semplicemente “scelgono con criteri propri, legittimi e che SU CUI NESSUNO DOVREBBE PERMETTERSI DI SINDACARE…
…figuriamoci, VIOLARE!!!






